Chiesa Santi Apostoli Pietro e Paolo

Nella parte alta del paese sorge la Chiesa dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo che fu edificata sulla piccola struttura medievale di San Pietro in Elce (o alle Elci) le cui origini sembrano risalire all’anno 490 e così chiamata per la presenza di un albero di questa specie nelle immediate vicinanze. Storicamente la Chiesa di San Pietro in Elce fu ristrutturata più volte; nel periodo in cui erano frequenti mortali epidemie, essa, insieme alla chiesa della Madonna delle Grazie e del Calvario, ha avuto anche funzione di fossa comune.

Nel passato la piccola corte del signore che abitava il vicino castello accedeva all’antica chiesa attraverso un passaggio interno, prendendo posto in un coretto ad essa  riservato. L’altare, di recente fattura, è di pietra locale. Qui sono custodite le statue di San Modesto e di Santa Lucia, oltre a dipinti vari. Vi si trova una tela di grandi dimensioni che raffigura una Madonna con Bambino, una ritrae la Madonna Addolorata, mentre un’altra, quadrata e di piccole dimensioni, rappresenta il Sacro Cuore di Gesù. Di medie dimensioni una tela riportante la Crocifissione di Gesù; è conservata in questa antica chiesa anche una copia del quadro “Estasi di Ostia” che rappresenta Santa Monica e Sant’Agostino. Teche di vetro custodiscono bellissime e antiche statuine del presepe, tra le quali risaltano due pastori vestiti con il costume tipico cusanese; in un’altra teca c’è un antico vestito della Madonna Addolorata. La facciata dell’attuale chiesa è opera di Domenico Grandillo e porta la data del 1693. Il portale centrale, più volte restaurato, ha un bel battente di bronzo ed è affiancato da altri due ingressi. All’estrema sinistra un portone corrispondente all’ ingresso dell’antica Congrega di Sant’Anna.

All’interno la chiesa, originariamente decorata di affreschi perduti a seguito delle molte ristrutturazioni, presenta due stili: romanico e barbarico. E’ basilicale a tre navate e in quella centrale presenta due altari: uno posteriore, più antico, fu donato dalla Chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli a seguito di un incendio che la distrusse e fu utilizzato fino a quando il sacerdote celebrava dando le spalle all’assemblea e uno anteriore di più recente fattura. Dietro l’altare maggiore si trova l’opera più meritevole di attenzione: una “macchina in legno” di stile jonico barocco decorata in oro zecchino e intagliata a mano. Tale pala, commissionata da Chiara Oreglia, una nobildonna di Cusano che voleva lasciare un dono alla Chiesa, fu realizzata da Domenico Deluca e porta la data 1661. L’opera lignea è così suddivisa: sul frontone in alto vi è il Padre Eterno che sovrasta la Sacra Famiglia contornata da angeli; ai lati c’erano le statue di due dei tre Re Magi trafugate intorno al 1950. Nella parte centrale, vi è il mezzo busto di Santa Chiara, in onore di colei che ha commissionato l’opera; nei dieci nicchiotti che la fiancheggiano si possono ammirare i mezzi busti degli apostoli, due dei quali sono stati spostati in alto, nelle nicchie rimaste vuote a causa delfurto dei Re Magi; ai lati, quasi a grandezza d’uomo, le statue dei Santi Pietro, a sinistra,
e Paolo a destra.
Nella navata di destra si trova il battistero che custodisce il fonte battesimale. La sua particolarità è che presenta, sul fondo, un foro per la fuoriuscita dell’acqua, utile nei primi secoli del cristianesimo, quando si dava il battesimo per immersione. Sopra di esso un bellissimo mosaico che rappresenta San Giovanni Battista. Subito dopo si apre la cappella di San Pasquale. Qui sono contenute delle nicchie con le statue di San GiovanGiuseppe della Croce, San Pietro, San Rocco e la Madonna delle Grazie, Sant’Anna con la Madonna piccola.

La cappella è preceduta da un’inferriata seguita dalla balaustra che in precedenza apparteneva all’altare maggiore. In fondo alla navata un altare di marmo rosso di Pietraroja presenta ambo i lati uno stemma con un leone rampante e sulla parete sovrastante un dipinto rettangolare raffigurante Gesù flagellato alla colonna, attribuito alla scuola di Luca Giordano. L’altare in fondo alla navata di sinistra è policromo e su di esso si può ammirare la “Bambinella”, una statua della Madonna bambina portata in processione il 1 Gennaio, festa della pace, da bambini di Cusano. ulle pareti della chiesa particolari stazioni della via crucis realizzate in terracotta. Il tetto a capriata è stato rifatto nella seconda metà del sec. XX.

Il campanile, di forma quadrangolare, rifatto nel 1647, ha un cupolotto terminale sormontato da una croce e una banderuola a forma di gallo. Particolare è la storia della campana maggiore che è chiamata Vittoria e fu fusa nello spiazzo del castello nell’anno 1786; “la leggenda vuole che durante la fusione, ricche donne del paese, abbiano versato nel crogiuolo monili d’oro per unirli al sacro bronzo” mentre più antica è l’altra campana che fu lavorata nell’anno 1639. Il campanile ha subito un ulteriore restauro nel 2019/20. Attualmente la chiesa dei SS. Pietro e Paolo è una delle due Parrocchie di Cusano Mutri. La messa si celebra tutte le Domeniche mattina, nelle festività liturgiche e il 29 Giugno in occasione di San Pietro, il Venerdì Santo e, ad anni alterni, del Corpus Domini. Inoltre si celebra tutti i giorni nella settimana delle Quarant’ore, prima delle Ceneri. Il balcone della Chiesa offre un bellissimo punto panoramico: affacciandosi ad esso, infatti, è possibile apprezzare gran parte del territorio di Cusano e del Centro Storico. Dal 2024 è possibile effettuare anche visite guidate al campanile.

Franco Lucia, Franco Laura, Gallinella Angela, Iamartino Antonella, volontari di Servizio Civile Universale progetti
“Biblioteca per tutti 2024” e “MediaLab 2024”.

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